Come sanare un abuso edilizio di 30 anni fa?

Un abuso edilizio, anche se commesso molti anni fa, non è sempre irrecuperabile. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è detto che dopo trent’anni non ci sia più modo di regolarizzare la situazione. Tuttavia, le possibilità dipendono da diversi fattori, tra cui la natura dell’intervento, le normative vigenti al momento e quelle attuali.

Se si scopre oggi un’irregolarità edilizia risalente agli anni ‘90, ad esempio un ampliamento non autorizzato o una modifica della volumetria, la prima cosa da fare è presentare un’istanza all’ufficio tecnico comunale competente. Questo passaggio deve avvenire entro 90 giorni dall’accertamento dell’abuso, come previsto dalla legge. È fondamentale agire tempestivamente per non perdere la possibilità di sanare.

L’istanza verrà poi esaminata dal responsabile dell’ufficio, che ha il compito di valutare la legittimità e la fattibilità della sanatoria. Entro 60 giorni, l’amministrazione deve pronunciarsi: accettando la richiesta, negandola o chiedendo ulteriori chiarimenti. In alcuni casi, potrebbe essere richiesto il pagamento di una sanzione pecuniaria, ma si evita il ripristino dello stato dei luoghi.

Vale la pena ricordare che non tutti gli abusi sono sanabili: interventi che ledono il decoro urbano, la sicurezza statica dell’edificio o che violano vincoli paesaggistici o culturali spesso non possono essere regolarizzati. Per questo, è sempre consigliabile affidarsi a un tecnico di fiducia – come un architetto o un geometra – che possa valutare il caso specifico e supportare nella procedura.

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