Mutui alle stelle: il 2022 segna un anno di forti rialzi
Nel corso del 2022, le famiglie italiane che hanno scelto il tasso variabile per i propri mutui hanno subìto un duro colpo. Dopo anni di condizioni favorevoli e tassi ai minimi storici, l’arrivo dell’inflazione e le decisioni della Banca Centrale Europea hanno cambiato improvvisamente le carte in tavola.
Già da giugno si è iniziato a respirare un’aria diversa. Chi aveva sottoscritto un mutuo a tasso variabile da 200.000 euro, da rimborsare in 25 anni con un Tan iniziale dello 0,90%, si è ritrovato la rata aumentata di ben 137 euro al mese in soli quattro mesi, da giugno a ottobre. Un balzo significativo che ha messo in difficoltà molti nuclei familiari, costretti a rivedere i propri bilanci domestici.
Questo repentino rialzo è diretta conseguenza delle politiche di austerità monetaria adottate dalla Bce per arginare l’inflazione galoppante. L’aumento dei tassi ufficiali ha trascinato con sé anche quelli dei mutui, soprattutto quelli legati all’Euribor, che ha raggiunto livelli non visti da anni.
Il 2022 è stato così un anno di svolta: chi sperava di approfittare ancora dei bassi tassi per acquistare casa ha dovuto fare i conti con una realtà molto più costosa. Molti mutuatari hanno iniziato a guardare con maggiore attenzione alle opzioni a tasso fisso, nonostante i costi d’ingresso più elevati, pur di avere maggiore stabilità nei pagamenti futuri.
In sintesi, il mercato del credito immobiliare ha subìto una brusca frenata. Il sogno della casa rischia di diventare più lontano, almeno fino a quando i tassi non torneranno a stabilizzarsi.
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