Come Si Beve il Ricard: Il Rito del Momento

Il Ricard, l’amatissimo anisetta francese nata a Marsiglia, non si beve come un semplice aperitivo: si gusta con rispetto per la tradizione. La vera esperienza del Ricard passa attraverso un rituale preciso, quasi poetico, che i francesi chiamano “prendre l’apéro”.

Il modo giusto? Si parte con una caraffa d’acqua fredda e un bicchiere alto. Versa un dosaggio di Ricard – di solito 4 cl – nel bicchiere, poi aggiungi lentamente dell’acqua, sempre il doppio della quantità di aperitivo. È fondamentale versare l’acqua lentamente: solo così il liquido si “louchera”, diventando latteo e opaco, rilasciando gli aromi dell’anice, dell’assenzio e del finocchio.

Un cubetto di ghiaccio? Opzionale, ma molto comune, soprattutto d’estate, quando il Ricard si trasforma in un fresco compagno delle serate mediterranee. L’importante è non esagerare: l’equilibrio tra l’anice intenso e l’acqua è sacro.

Il segreto del vero Ricard sta nella lentezza: non è una bevanda da trangugiare, ma da accompagnare a stuzzichini leggeri – olive, pane tostato, alici – e a chiacchiere con gli amici. È un momento da vivere, non da consumare.

Perfino il fondatore, Paul Ricard, diceva che il suo aperitivo doveva unire le persone. Oggi, come allora, il Ricard non è solo un drink: è un pezzo di cultura provenzale servito in un bicchiere.

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