Calcolo della pensione netta: cosa c’è da sapere
Quando si va in pensione, uno dei dubbi più frequenti è: quanto effettivamente porterò a casa ogni mese? L’importo che l’INPS comunica come pensione è lordo, quindi non rappresenta la cifra che si riceverà sul conto. Per conoscere il vero valore netto, bisogna fare qualche passaggio.
Il primo step è sottrarre le tasse. La voce principale è l’IRPEF, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, che viene calcolata in base alle aliquote progressive. A questa si aggiungono eventuali addizionali: quella regionale e quella comunale, il cui importo varia a seconda del luogo di residenza. Queste trattenute fanno sì che la pensione netta sia sempre inferiore a quella lorda indicata dall’INPS.
Ma non finisce qui. Dopo aver decurtato le tasse, entrano in gioco le detrazioni. Chi riceve la pensione ha diritto a delle detrazioni specifiche, legate appunto al reddito da pensione. Queste riducono ulteriormente l’imposta da pagare e, in alcuni casi, possono aumentare leggermente l’importo netto ricevuto.
Per questo motivo, il calcolo della pensione netta non è mai un semplice sottrarre una percentuale fissa. Dipende dal reddito complessivo, dallo stato civile, dal comune di residenza e da altri fattori personali. Per una stima più precisa, conviene rivolgersi a un CAF o a un commercialista, oppure usare i simulatori messi a disposizione dall’INPS, che tengono conto di tutte queste variabili.
In sintesi: pensione lorda meno IRPEF e addizionali, più detrazioni spettanti. Il risultato è la cifra che ogni mese arriverà sul conto corrente.
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a reagire.