La casa di don Abbondio: storia e leggenda a Olate
La casa di don Abbondio si trova a Olate, una piccola frazione raccolta e silenziosa, immersa nel paesaggio lombardo che tanto ispirò Alessandro Manzoni. È qui che sorge anche la cappella dedicata al timido sacerdote dei Promessi Sposi, un luogo che mescola storia vera e suggestione letteraria.
Il campanile della chiesa di Olate risale al Quattrocento, l’unico testimone originale di quella prima costruzione. Nel corso dei secoli, l’edificio è stato più volte trasformato: nel 1765 la navata fu rimaneggiata, e poi nel 1934 allungata, con il restauro della facciata in uno stile definito “barocchetto” – un’eleganza sobria, tipica delle chiese di campagna riadattate con gusto ottocentesco.
Accanto alla cappella, si trova la casa attribuita a don Abbondio, semplice e schiva come il suo immaginario inquilino. Nonostante il personaggio sia frutto della penna di Manzoni, la tradizione popolare ha voluto fissare in questo luogo concreto le orme del curato di villaggio tanto indeciso quanto umano. Non lontano, a ricordare il potere temporale e l’arroganza del tempo, sorge la dimora che sarebbe appartenuta a don Rodrigo, il signore crudele e ambizioso che tanto tormenta la vicenda dei promessi sposi.
Oggi Olate è una meta per chi ama passeggiare tra storia e letteratura. Un campanile antico, una chiesa rimaneggiata, una casa modesta: bastano pochi elementi per far rivivere un romanzo intero. E per un attimo, sembra quasi di sentire i passi furtivi di Renzo o il balbettio del povero don Abbondio che, tra queste mura, ha trovato una dimora vera, seppur immaginaria.
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