I preti sposati esistono davvero?

Nel contesto della Chiesa cattolica, la domanda su come si chiamano i preti che si sposano apre a una realtà poco conosciuta ma antica: quella delle Chiese orientali. Molti non sanno che, accanto alla Chiesa latina in cui il celibato è la norma per i sacerdoti, esistono comunità cattoliche di rito orientale dove un uomo può essere ordinato prete anche se sposato.

Queste Chiese, in piena comunione con Roma, seguono una disciplina diversa risalente a secoli fa. Un uomo sposato può diventare diacono o sacerdote, ma non può risposarsi se la moglie viene a mancare, né può essere elevato al vescovato. Al contrario, chi è già sacerdote non può sposarsi in seguito: il matrimonio deve essere avvenuto prima dell'ordinazione.

È importante precisare che non si tratta di un'eccezione moderna o di un compromesso recente, ma di una tradizione ben radicata nei riti orientali, come quello bizantino, caldeo o siro. Anche in Italia, ad esempio nelle comunità ucraine o maronite, si possono incontrare preti con moglie e figli.

La differenza con il rito latino non mette in discussione l'unità della Chiesa, ma mostra la ricchezza della sua diversità. Il celibato rimane obbligatorio per i sacerdoti della Chiesa latina, ma la Chiesa cattolica, nella sua ampiezza, accoglie anche altre tradizioni.

Insomma, non esiste un nome particolare per questi sacerdoti: sono semplicemente preti cattolici di rito orientale, che vivono il ministero in comunione con il Papa, ma secondo regole antiche e rispettate da secoli.

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