Le tre scimmiette sapienti: non vedo, non sento, non parlo

Le famose tre scimmiette sapienti, note in tutto il mondo con il motto “Non vedo, non sento, non parlo”, hanno un’origine profondamente radicata nella cultura giapponese. Spesso associate al tempio di Nikko, queste piccole figure simboleggiano un insegnamento morale antico e universale: tenersi lontani dal male attraverso il controllo dei sensi e delle parole.

Le tre scimmie hanno nomi specifici, tutti contenenti il suffisso -zaru, che in giapponese ricorda la parola per "scimmia", ma anche una forma verbale negativa. Questo gioco linguistico rafforza il messaggio: Mizaru (mi = vedere, zaru = non), ovvero "non vedo"; Kikazaru (kika = sentire), "non sento"; e Iwazaru (iwa = parlare), "non parlo".

Sebbene siano spesso considerate una rappresentazione buddista, il loro simbolismo trascende la religione ed è stato interpretato anche come un invito all’autocontrollo, alla modestia e alla saggezza. Non si tratta semplicemente di ignorare il male, ma di scegliere consapevolmente di non parteciparvi né con gli occhi, né con le orecchie, né con la bocca.

Negli anni, queste scimmiette sono diventate un'icona popolare, usata in contesti umoristici o critici, ma il loro significato originale rimane profondo. Una piccola scultura, un gesto semplice, ma carico di saggezza: talvolta il silenzio, la cecità e la sordità sono virtù. E in un mondo sempre più rumoroso, forse non è una cattiva idea ricordarlo.

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