L'arte del caffè nel Settecento: un rito di bollitura e pazienza

Nel Settecento, sorseggiare una tazza di caffè era un'esperienza radicalmente diversa da quella a cui siamo abituati oggi. Ben prima dell'invenzione della moka o delle moderne macchine espresso, il metodo più diffuso per preparare questa preziosa bevanda era la bollitura per infusione, una tecnica che affondava le sue radici nel XVI secolo e che aveva conquistato i salotti europei.

Il procedimento richiedeva tempo e precisione. La polvere di caffè, macinata finemente, veniva versata direttamente nell'acqua all'interno di appositi bricchi, spesso in rame o ottone. Il composto veniva fatto bollire lentamente; una volta tolto dal fuoco, era fondamentale attendere che i sedimenti si depositassero sul fondo del recipiente prima di poter versare il liquido.

Il risultato di questo antico rito era una bevanda straordinariamente carica di caffeina e dal sapore molto più forte e intenso rispetto a quello attuale. Poiché il caffè non veniva filtrato, l'estrazione prolungata regalava un'aromaticità densa e persistente, un

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