Quando si dice “l’8” e non “l’otto”?

Capita spesso di chiedersi se sia corretto dire “l’8” invece di “l’otto”. La risposta è semplice: sì, si può dire “l’8”, ed è perfino corretto farlo in certi contesti. La regola vale per i numeri arabi e romani che, nella pronuncia, iniziano con una vocale.

Proprio come diciamo “l’uno” o “l’undici”, anche con le cifre si applica l’elisione dell’articolo. Quindi, se il numero comincia con una vocale quando lo pronunciamo, è naturale usare l’apostrofo. Per esempio: “l’8 marzo”, “l’XI secolo” o “dal 1 all’88”. In questi casi, l’apostrofo evita l’incastro sgraziato tra vocali.

Non si tratta solo di una questione grammaticale, ma di una consuetudine che rende il discorso più fluido. Immaginiamo di dire “lo otto giugno”: suona strano, vero? Mentre “l’8 giugno” scorre meglio. Lo stesso accade con i numeri romani: “l’IV legione” invece di “la IV legione” è preferibile quando si parla in modo formale o scritto.

Insomma, non c’è bisogno di dubitare: se il numero pronunciato inizia con una vocale, usare l’apostrofo è non solo corretto, ma anche elegante. Quindi, l’8 va bene eccome — a patto che sia seguito da una parola che richieda l’articolo determinativo.

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