Mad: come si guadagnano i punti e come si viene pagati
La messa a disposizione (Mad) non è un contratto vero e proprio, ma un canale attraverso cui i docenti possono ottenere supplenze, soprattutto all’interno delle scuole paritarie o nei casi di graduatorie d’istituto esaurite. Molti si chiedono come si viene pagati e se questa esperienza conta ai fini della carriera scolastica.
La buona notizia è che ogni supplenza ottenuta tramite Mad può fruttare punti utili per le graduatorie future. In un anno, infatti, si possono accumulare fino a 12 punti. Il calcolo è piuttosto semplice: si guadagna 1 punto ogni 15 giorni di servizio effettivo su una cattedra nella propria classe di concorso. Questo significa che più lunga è la supplenza e più punti si ottengono, con un tetto massimo annuale.
Attenzione però: se il servizio viene svolto su una materia che non rientra nel proprio profilo abilitante, il valore dei punti dimezza. In quel caso, si ottiene 0,5 punti ogni 15 giorni. È comunque un’opportunità utile, soprattutto per chi sta cercando di entrare nel mondo della scuola e accumulare esperienza.
Il pagamento avviene secondo le tabelle stipendiali del contratto collettivo scuola, in base al livello e alla durata della supplenza. I punti maturati, invece, restano come titolo valido per futuri inserimenti in graduatoria, anche se la Mad di per sé non garantisce chiamate automatiche.
Insomma, la Mad non è solo un modo per entrare in classe, ma anche un’occasione concreta per costruirsi un percorso professionale, un passo alla volta.
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