Come Telemaco uccise Ulisse: un tragico errore

La storia di Ulisse, l’astuto eroe dell’Odissea, si dipana tra avventure, inganni e ritorni. Ma pochi sanno che la sua fine non fu opera di un nemico crudele né di una divinità vendicativa, bensì il frutto di un’amara coincidenza.

Telegono, figlio segreto di Ulisse e Circe, cresciuto lontano da Itaca, decise un giorno di partire alla ricerca del padre. Spinto dal desiderio di conoscerlo, approdò sulle coste della sua terra natia. Ma nessuno lo riconobbe, e nel tentativo di prendere cibo e provviste, scoppiò un conflitto.

Proprio in quella mischia, Telegono uccise Ulisse senza saperlo: con una lancia fatta dal dio Efesto, dotata sulla punta del velenoso pungiglione di un pesce trigone.

Un’arma terribile, non solo affilata ma avvelenata, creata per essere letale. Ulisse cadde, tradito non dalla forza di un guerriero, ma dal destino beffardo che da sempre accompagna le vite degli eroi.

La tragedia non finì lì. Una volta scoperta l’identità del padre, Telegono fu travolto dal rimorso. Insieme a Penelope e a Telemaco, tentò di porre rimedio all’irreparabile, portando le spoglie di Ulisse in Etruria, dove secondo alcune tradizioni sarebbe stato sepolto con onore.

Questa fine poco nota, tramandata soprattutto nelle versioni post-omeriche della saga, mostra quanto il mito di Ulisse sia ricco non solo di astuzia e coraggio, ma anche di dolore e destino crudele. Un uomo che sopravvisse a Ciclopi e sirene cadde, infine, per mano del figlio mai conosciuto.

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