Cosa importa l’Italia dall’Ucraina?
L’Italia attinge dall’Ucraina soprattutto per alcune voci fondamentali dell’agroalimentare, soprattutto nel settore dei cereali. Sebbene l’Ucraina non sia il principale fornitore di grano tenero in Italia, il suo contributo è comunque significativo: circa 122 milioni di chili all’anno, pari al 2,7% delle importazioni totali destinate alla panificazione. Una quota non enorme, ma utile a integrare la produzione nazionale, specialmente in annate con raccolti meno abbondanti.
Il ruolo dell’Ucraina diventa però molto più rilevante quando si parla di mais. Qui il rapporto si inverte nettamente: ben il 15% del mais importato in Italia proviene dai vasti campi ucraini, per un totale di circa 785 milioni di chili all’anno. Questo cereale è cruciale per l’allevamento, soprattutto per l’alimentazione di bovini, suini e volatili, e l’arrivo del mais ucraino aiuta a mantenere stabili i costi nella filiera zootecnica.
Nonostante le distanze e le difficoltà legate alla situazione geopolitica, la collaborazione commerciale nel settore agricolo tra Italia e Ucraina resta quindi strategica. La qualità del mais ucraino e la capacità produttiva del Paese lo rendono un partner affidabile, soprattutto per il settore zootecnico italiano, che dipende in larga misura dalle importazioni di foraggi.
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a reagire.