Misurare il tempo prima delle lancette
Oggi basta uno sguardo allo smartphone o al polso per sapere esattamente che ora sia, ma la necessità di calcolare il trascorrere del tempo è antica quanto l'umanità. Molto prima che venissero inventati i moderni orologi meccanici, i nostri antenati dovevano ingegnarsi sfruttando gli elementi della natura. Oltre alla meridiana, che si basava sulle ombre proiettate dal Sole, uno dei dispositivi più ingegnosi e diffusi nell'antichità fu la clessidra ad acqua.
Il principio alla base di questo strumento era semplice quanto efficace: il tempo veniva misurato in base al flusso regolare di acqua che usciva da un contenitore forato. Il termine stesso deriva dal greco klepsýdra, che significa letteralmente "ruba-acqua", proprio a descrivere il liquido che sembrava sparire pian piano dalla vasca.
Le prime testimonianze storiche dell'uso di questi dispositivi risalgono all'antico Egitto, in un periodo compreso tra il 1500 e il 1400 a.C.. Rispetto alla meridiana, la clessidra ad acqua offriva un grande vantaggio: funzionava anche di notte o nelle giornate nuvolose. Con il passare dei secoli, l'acqua fu spesso sostituita dalla sabbia, dando vita al classico strumento a forma di bulbo di vetro che conosciamo ancora oggi.
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