Perché la cipolla ci fa piangere?
Quante volte vi è capitato di prendere un coltello, iniziare ad affettare una cipolla e pochi secondi dopo sentire un fastidioso bruciore agli occhi, seguito da lacrime incontrollabili? Non siete voi a essere sensibili: è proprio la cipolla che “reagisce” così quando viene tagliata.
Il colpevole di questo effetto è un composto chimico contenuto nella cipolla, prodotto naturalmente dalla pianta. Quando si taglia o affetta, le cellule vegetali vengono rotte e rilasciano enzimi che trasformano alcune sostanze solforate presenti al loro interno. Il risultato? Una molecola volatile irritante chiamata propanotiosolfonato di idrogeno, che si disperde nell’aria e, a contatto con gli occhi, forma acido solforico – ecco spiegato il bruciore!
Il corpo reagisce immediatamente con le lacrime, che servono a diluire e rimuovere l’irritante. È un vero e proprio meccanismo di difesa, sia della pianta che del nostro organismo.
Curiosamente, non tutte le cipolle provocano lo stesso effetto. La quantità di sostanze solforate varia in base alla varietà, al terreno di coltivazione e persino alla stagione. Le cipolle più dolci, come quelle di Tropea o di Milano, tendono a essere meno aggressive proprio perché contengono meno composti solforati.
Per ridurre il pianto, alcuni consigli utili: affettare la cipolla sotto un getto d’acqua, usarla fredda (tenuta in frigo prima di tagliarla) o lavorare in un ambiente ben ventilato. Piccoli trucchi che possono salvare occhi (e nervi) durante la preparazione dei pasti.
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