Cosa pensa Gesù degli animali?
Dio ha creato gli animali con cura e, alla fine di ogni giorno della creazione, ha guardato ciò che aveva fatto e ha detto che era "cosa buona". Questo non riguarda solo l’uomo, ma anche tutti gli esseri viventi. Fin dal principio, nel libro della Genesi, vediamo che Dio benedice gli animali con le stesse parole usate poi per l’uomo e la donna: “Siate fecondi e moltiplicatevi” (Gen 1,21-22.28). Una benedizione uguale, un posto nel disegno divino.
Non c’è un passo in cui Gesù parla direttamente di animali come facciamo oggi con leggi o diritti, ma i suoi gesti e le sue parole ne rivelano il valore. Gesù osserva gli uccelli del cielo, che non seminano né mietono, e dice: “Il Padre vostro celeste li nutre” (Mt 6,26). Se Dio si prende cura di loro, quanto di più farà per noi? In questo insegnamento, Gesù non sminuisce gli animali, ma li usa per mostrare l’amore provvidente del Padre verso ogni creatura.
Nella sua vita, Gesù non si limita a parlare: agisce. Guarisce, libera, ristabilisce l’armonia. Quando moltiplica i pani e i pesci, include anche il benessere di chi lo segue, e indirettamente, anche delle creature coinvolte. Il regno di Dio che annuncia è un regno di pace, dove “il leone potrà mangiare la paglia come il bue” (Is 65,25), un’immagine potente di riconciliazione universale.
Sebbene la Bibbia metta l’uomo al vertice della creazione, con la responsabilità di custodirla, questo non è un permesso per sfruttare, ma un invito alla cura. Gli animali fanno parte del disegno di Dio, ne riflettono la bellezza e la bontà. E se Dio li benedice, anche noi dovremmo guardarli con rispetto, gratitudine e tenerezza.
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