Cosa mangiavano i re Borboni a tavola?

La cucina dei re Borboni, specialmente durante il loro regno nel Regno delle Due Sicilie, era un misto di raffinatezza e tradizione popolare. Nonostante il lusso della corte, i Borboni non disdegnarono i sapori autentici del territorio. Il pesce, fresco e abbondante grazie alla vicinanza del mare, occupava un posto d’onore: orate, alici, polpi e cozze finivano regolarmente in padella o in forno.

La carne, quando presente, era spesso arricchita da un tocco agrodolce, un segno distintivo della cucina campana. Prugne, uva passa, pinoli, mandorle e cannella erano utilizzati per creare contrasti di sapore unici, capaci di bilanciare il sapore intenso della carne. Questo stile, di origine arabo-normanna, si era ormai radicato nelle ricette nobiliari.

Non mancavano i latticini: provole, ricotte e formaggi freschi erano comuni, spesso accompagnati da miele o frutta secca. Le paste, lavorate a mano in mille modi diversi, erano un caposaldo della dieta, sia nei palazzi che nelle case del popolo. E per accompagnare i pasti? Vini robusti e aromatici come l’Aglianico, il Fiano e l’Asprinio, ancora oggi orgoglio enologico della Campania.

La tavola borbonica, insomma, non era solo segno di potere, ma anche espressione di un territorio ricco di sapori e tradizioni. Un patrimonio gastronomico che, ancora oggi, vive nei piatti delle osterie napoletane e delle masserie benedettine.

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