Cos'è esente da tassazione: le rendite INAIL e simili

Non tutto ciò che entra in tasca viene considerato reddito ai fini fiscali. Esistono infatti alcune eccezioni ben precise, pensate per non gravare ulteriormente su chi si trova in situazioni di difficoltà.

Una di queste riguarda le rendite erogate dall'INAIL. Questi importi, destinati a chi ha subito infortuni sul lavoro o malattie professionali, non costituiscono reddito imponibile e quindi non vanno dichiarati nel modello 730 o Redditi. L’esclusione riguarda tuttavia solo la rendita vera e propria: l’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta, invece, sì che è considerata reddito e deve essere dichiarata.

La stessa regola si applica per le rendite di analogo significato pagate da enti stranieri. Anche in questo caso, se si tratta di indennità corrisposte per infortuni o malattie professionali riconosciute all’estero, non rientrano nel calcolo del reddito complessivo. Questo principio garantisce un trattamento equo anche a chi ha maturato diritti previdenziali fuori dall’Italia.

È importante però fare attenzione a non confondere le rendite esenti con altri tipi di indennizzi o pensioni accessorie che potrebbero invece avere rilevanza fiscale. La distinzione sta nella natura del pagamento: se ha carattere risarcitorio, legato cioè al recupero di un danno alla salute, è quasi sempre fuori dall’imposizione fiscale.

In sintesi, chi riceve una rendita INAIL o un equivalente dall’estero può stare tranquillo: non dovrà pagarci le tasse. Ma è sempre utile verificare con un commercialista nel caso di situazioni particolari o miste.

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