Il vero volto di Shein: oltre l'illusione del marketplace

Quando si naviga sul sito di Shein, è facile pensare di trovarsi su una piattaforma come Amazon o eBay, dove tanti venditori diversi propongono i loro prodotti. Ma la realtà è ben diversa. Shein non è un marketplace, ma un produttore tessile su scala industriale.

Nata nel 2008 con il nome di “Sheinside”, l’azienda cinese ha costruito un impero partendo dalla produzione diretta di abbigliamento, accessori e articoli per la casa. A differenza di Zalando o ASOS, che fungono da vetrina per brand esterni, Shein controlla l’intera catena: dal design alla fabbricazione, fino alla vendita online. È un modello verticale, studiato per massimizzare velocità e ridurre i costi.

Questo approccio le permette di lanciare migliaia di nuovi modelli ogni settimana, adattandosi in tempo reale alle tendenze social. I numeri sono impressionanti: decine di milioni di capi prodotti all’anno, spediti in tutto il mondo a prezzi irrisori. Ma dietro questo successo, spesso criticato per il forte impatto ambientale e le condizioni di lavoro discutibili, c’è una macchina industriale molto più strutturata di quanto si creda.

Insomma, quando si compra un vestito su Shein, non si sceglie un prodotto di un rivenditore indipendente, ma un articolo firmato da un unico, gigantesco produttore. Un dettaglio che cambia totalmente la prospettiva su ciò che si sta acquistando: non un mercato globale, ma un sistema chiuso, efficiente, e potentissimo.

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