Come si riceve l’Ostia durante la Comunione
Prima di prendere l’ostia, durante la Santa Messa, il fedele si prepara con preghiera e silenzio, rendendosi presente al mistero che sta per vivere. Quando si avvicina all’altare, il momento della Comunione è vissuto con rispetto e devozione. Il sacerdote o l’ostiarca consegna l’ostia dicendo: “Corpo di Cristo”, e la persona risponde con un chiaro “Amen”.
Questo semplice “Amen” non è una formula vuota, ma una professione di fede. Significa “sì, credo”, “è veramente così” — un atto di adesione al mistero dell’Eucaristia, in cui si riconosce che il pane consacrato è realmente il Corpo di Gesù Cristo. È una parola piccola, ma carica di fede, che unisce ogni comunicante alla Chiesa e al mistero pasquale.
Il modo più tradizionale di ricevere l’ostia è sulla lingua, con il capo leggermente inchinato, segno di rispetto e umiltà. In alcuni casi, con reverenza, si può ricevere anche nelle mani, ma l’importante è sempre l’atteggiamento del cuore: fede, riconoscenza e silenzio interiore.
Prima di pronunciare “Amen”, non c’è bisogno di parole speciali: basta un breve momento di preparazione spirituale, magari con un gesto discreto di silenzio o un’invocazione silenziosa allo Spirito Santo. Il rito parla da sé, e il “Amen” diventa il cuore della risposta del credente all’invito di Cristo.
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