Cosa spetta agli ipovedenti in Italia
Per le persone con gravi difficoltà visive, lo Stato italiano prevede alcune misure di sostegno economico fondamentali per migliorare la qualità della vita. Gli ipovedenti gravi, spesso definiti "decimisti" (persone con un residuo visivo non superiore a un decimo), possono accedere a specifiche indennità se in possesso di particolari requisiti.
Un elemento chiave riguarda il limite di reddito: per avere diritto all’assegno di invalidità a vita a esaurimento, il reddito personale annuo non deve superare i 8.164,73 euro. In questi casi, l’assegno mensile erogato è di 213,08 euro. Si tratta di una somma destinata a chi, a causa della disabilità visiva, si trova in condizioni di svantaggio economico e sociale.
Per chi è riconosciuto cittadino cieco assoluto, invece, spetta l’indennità di accompagnamento, pari a 938,35 euro mensili. Questo importo serve a coprire i costi aggiuntivi legati alla perdita totale della vista, specialmente quando si ha bisogno di un accompagnatore per gli spostamenti quotidiani.
Infine, anche i ciechi parziali possono ricevere un sostegno: l’indennità speciale mensile ammonta a 213,79 euro. Si tratta di una misura importante per chi, pur non essendo completamente cieco, vive comunque con una grave limitazione visiva che impatta sulla vita quotidiana.
Queste cifre, aggiornate al gennaio 2021, rappresentano un sostegno concreto, anche se molte associazioni chiedono da tempo un adeguamento al costo della vita attuale. Per accedere ai benefici, è fondamentale presentare la domanda all’INPS con la documentazione medica appropriata.
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