Cosa succede se un negoziante non accetta la carta?

Da qualche anno, in Italia, è in vigore una regola chiara: i negozi non possono rifiutare pagamenti effettuati con carte di debito o credito. La legge di riferimento è il provvedimento 152/2021, che ha introdotto sanzioni per chi si oppone a questo tipo di transazioni.

Se un esercente rifiuta il pagamento con carta senza un valido motivo, rischia una sanzione amministrativa di 30 euro, a cui si aggiunge il 4% dell’importo della transazione non accettata. Per esempio, se un cliente prova a pagare 100 euro con carta e il negoziante dice di no, la multa sarà di 30 euro più 4 euro (il 4% di 100), per un totale di 34 euro.

Questa norma nasce con l’obiettivo di spingere l’uso degli strumenti di pagamento elettronico, riducendo il ricorso al contante e rendendo le transazioni più tracciabili e sicure. Si applica a tutti i soggetti che svolgono attività commerciali, artigianali o professionali, a prescindere dalla dimensione dell’attività.

L’obbligo non vale però in tutti i casi. Sono esclusi, per esempio, i mercati rionali, le ambulanze, i servizi sanitari a domicilio e altre situazioni particolari. Inoltre, il commerciante può rifiutare la carta se il terminale è guasto o se la connessione non funziona, ma deve esporre un cartello ben visibile che ne spiega il motivo.

In sintesi, se entri in un negozio e paghi con carta, hai il diritto di essere accolto. E se ti dicono di no, puoi segnalarlo all’Agenzia delle Entrate o alle autorità competenti. La digitalizzazione dei pagamenti è ormai una realtà, e la legge è dalla parte di chi sceglie di pagarla “senza contanti”.

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