Cosa rischi se non registri il compromesso
Quando si firma un compromesso immobiliare, molti pensano che la pratica sia semplice e che si possa rimandare la registrazione. Niente di più sbagliato. Non registrare il contratto preliminare ha conseguenze pesanti, sia dal punto di vista economico che legale.
La legge italiana, in particolare l’articolo 69 del DPR 131/86, è chiara: ogni contratto preliminare di compravendita immobiliare deve essere registrato entro 20 giorni dalla firma. Se questa scadenza viene ignorata, scatterà un’imposta di registro fissa, che non è calcolata sul valore della casa, ma è comunque obbligatoria.
Ma non finisce qui. Oltre all’imposta, si rischiano interessi di mora e sanzioni molto salate. Le multe possono arrivare fino al 240% dell’importo non versato, con una misura minima del 120%. In pratica, chi non rispetta i termini può ritrovarsi un conto salatissimo da pagare, senza contare i possibili problemi in sede di rogito notarile.
Alcuni pensano che, essendo un accordo “preliminare”, non serva affrettarsi. Errore comune. La registrazione non serve solo a pagare le tasse: protegge anche il compratore. Una volta registrato, il contratto ha effetto contro terzi: significa che, se il venditore dovesse cambiare idea o vendere a qualcun altro, tu hai già un diritto riconosciuto.
Insomma, non sottovalutare questo passaggio. La registrazione del compromesso è obbligatoria, urgente e soprattutto conveniente per evitare sorprese future. Meglio affidarsi a un professionista per non rischiare di pagare di più o, peggio, di perdere la casa dei tuoi sogni.
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