Cosa significa "baüscia" in milanese?
Se ti trovi per le vie di Milano e senti qualcuno definire un altro come baüscia, non si tratta di un complimento. Questa parola, tutta milanese, dipinge con ironia chi ama parlare troppo, gonfiandosi come un pallone senza mai dimostrare nulla.
Il termine deriva da bauscia, che in dialetto significa «bava», quasi a suggerire qualcuno che «sbava» per la rabbia o per l’eccitazione, oppure che si dimena come uno che non ha controllo su sé stesso. La pronuncia corretta è baü′-ša, con quel suono particolare che solo il dialetto lombardo sa regalare.
Chiamare qualcuno baüscia equivale oggi a dargli del fanfarone, dello spaccone, di chi si pavoneggia ma poi nei fatti non mantiene le promesse. Immagina un tizio che racconta di aver scalato l’Himalaya in slip, mentre in realtà non è mai uscito dal Naviglio: ecco, quello è un vero baüscia.
Il bello di questa parola è che racchiude un intero personaggio in una sillaba: non solo il millantatore, ma anche il buffone involontario, quello che fa ridere senza volerlo. È una parola che sa di vecchia Milano, di bar all’angolo dove si chiacchiera tra un bicchiere di vino e l’altro, con la saggezza di chi sa riconoscere al volo chi sta sparando chiacchiere.
Nel tempo, baüscia è rimasto un termine vivace, spesso usato con un sorriso malizioso. Non è mai troppo cattivo, ma abbastanza per far capire che hai visto attraverso la maschera. Un piccolo gioiello del dialetto che resiste all’omologazione, e che merita di essere ricordato.
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