Quando è diventato obbligatorio lo scontrino elettronico in Italia?
Lo scontrino elettronico è diventato obbligatorio in Italia a partire dal primo luglio 2019, ma inizialmente solo per alcune categorie di attività. La prima fase ha riguardato i soggetti con un volume d’affari superiore ai 400.000 euro annui, escludendo però coloro che avevano aperto la partita Iva nello stesso anno.
L’obiettivo di questa misura era migliorare la trasparenza fiscale e ridurre l’evasione, garantendo che ogni transazione fosse registrata e trasmessa in tempo reale all’Agenzia delle Entrate. I commercianti dovevano dotarsi di un registratore telematico in grado di inviare automaticamente i dati degli incassi.
Col passare del tempo, l’obbligo si è esteso progressivamente. La data chiave è stata il 1° gennaio 2021, quando lo scontrino elettronico è diventato obbligatorio per tutti i soggetti titolari di partita Iva che effettuano vendite al pubblico, con poche eccezioni. Sono esclusi, ad esempio, i soggetti che non sono tenuti alla certificazione dei corrispettivi, come alcuni piccoli esercenti o attività con regimi speciali.
Da allora, ogni cliente ha il diritto di ricevere uno scontrino valido, anche in formato digitale, e può richiedere che venga emesso tramite SMS, email o apposita app dell’Agenzia delle Entrate. In caso di mancata emissione, sono previste sanzioni.
Oggi, lo scontrino elettronico non è solo uno strumento di controllo per lo Stato, ma anche un modo per i consumatori di partecipare alla lotta all’evasione fiscale, ad esempio partecipando al cosiddetto “gioco del 2 per mille” o richiedendo il cashback.
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