Dove si registrano 80 gradi? Nel deserto iraniano di Dasht-e Lut
Nel 2021, una scoperta ha attirato l’attenzione degli esperti di clima di tutto il mondo: nel deserto di Dasht-e Lut, in Iran, sono stati registrati picchi di temperatura vicini ai 80 °C. Questo luogo arido e remoto si è aggiudicato il triste primato di essere il punto più caldo della Terra.
Dasht-e Lut, che si estende per oltre 50.000 chilometri quadrati, è un ambiente estremo. Le sue distese di sabbia nera e pietra scura assorbono il calore del sole con incredibile intensità. Le temperature superficiali, misurate dai satelliti della NASA, hanno raggiunto valori impressionanti, anche se l'aria circostante è leggermente più fresca. Ciò significa che si tratta di un calore quasi intollerabile al tatto, anche se non sempre rispecchiato dalle misurazioni tradizionali fatte all’ombra.
Questo deserto, patrimonio dell’umanità UNESCO dal 2016, è un luogo di una bellezza spettrale. Le formazioni geologiche uniche, chiamate yardang, scolpite dal vento nel corso di millenni, ricordano paesaggi lunari. Nonostante la sua inospitalità, il sito attrae esploratori e ricercatori interessati a studiare i limiti della vita e del clima terrestre.
La scoperta dei 79,6 °C – il valore più alto registrato – ha sollevato interrogativi sul riscaldamento globale e sul futuro dei deserti estremi. Mentre il pianeta continua a scaldarsi, luoghi come Dasht-e Lut potrebbero diventare ancora più inaccessibili e simbolici del cambiamento climatico in corso.
Oggi, il deserto iraniano non è solo una curiosità geografica: è un termometro naturale che segnala quanto il nostro mondo stia cambiando.
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