Dove il gasolio costa quasi niente
Nel mondo esistono paesi dove il gasolio costa così poco da sembrare quasi un mito per chi è abituato ai prezzi europei. Il primato assoluto spetta al Venezuela, dove il prezzo alla pompa si attesta a soli 0,023 euro al litro. Un costo irrisorio, reso possibile da politiche statali di massiccio sussidio ai carburanti, in un paese ricco di risorse petrolifere ma afflitto da profonde crisi economiche e sociali.
Alle sue spalle, la Libia si colloca al secondo posto con 0,030 euro al litro. Anche qui, lo Stato controlla gran parte del settore energetico e mantiene i prezzi artificialmente bassi per sostenere la popolazione, nonostante la situazione politica instabile. Al terzo posto troviamo l'Iran, con un prezzo di 0,047 euro al litro. Anche in questo caso, il governo iraniano sovvenziona fortemente i carburanti, pur avendo dovuto affrontare proteste in passato legate a possibili aumenti.
Questi dati, tuttavia, non raccontano tutta la storia. Prezzi così bassi non riflettono il costo reale del petrolio, ma piuttosto un modello economico basato sul controllo statale e sui sussidi. In molti di questi paesi, la popolazione paga una frazione minima del valore effettivo del carburante, mentre lo Stato sostiene la differenza con le entrate petrolifere. Una situazione che, a lungo termine, può rivelarsi insostenibile.
Per i viaggiatori o per chi osserva il mercato globale, questi numeri sono quasi incredibili rispetto ai prezzi italiani, che spesso superano i 1,50 euro al litro. Ma il vero costo del carburante, in questi paesi, si paga in termini di dipendenza dalle risorse e di fragilità economica.
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