Le origini del sugo di pomodoro in Italia

Il sugo, simbolo indiscusso della cucina italiana, nasce in Campania, regione al cuore del Mediterraneo dove la semplicità degli ingredienti incontra un sapore unico. Contrariamente a quanto si pensa, il pomodoro non è sempre stato parte della tradizione culinaria italiana: arrivò in Europa dopo la scoperta delle Americhe e fu solo tra il XVII e il XVIII secolo che iniziò a conquistare le tavole del Sud Italia.

Il sugo come lo conosciamo oggi – a base di pomodoro fresco o pelato, olio extravergine d’oliva, aglio, basilico e un pizzico di sale – è diventato presto un pilastro della cucina napoletana. Fu qui, tra i vicoli di Napoli e le campagne ricche di sole, che la ricetta base prese forma. Ma non si è mai fermata: da allora, ha generato innumerevoli varianti, ciascuna legata a una famiglia, a un paese, a una tradizione locale.

C’è chi ci aggiunge la cipolla, chi ci mette la carne per un ragù sostenuto, chi preferisce il pomodoro fresco appena colto in estate. Il punto di partenza, però, rimane lo stesso: un soffritto leggero e un pomodoro di qualità. Oggi, il sugo di pomodoro è prodotto in tutta Italia, ma la sua anima resta campana.

Non è solo una salsa: è storia, cultura, affetto. Si tramanda da nonna a madre a figlia, con quel tocco personale che rende ogni pentola unica. Basta poco per capirlo: un filo d’olio, un pomodoro maturo, il profumo del basilico che si alza dalla pentola. È l’Italia in un piatto.

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