Dove i soldi non possono essere pignorati?
Se ti stai chiedendo dove i soldi siano al sicuro da un eventuale pignoramento, è importante capire quali somme la legge italiana protegge. Prima di tutto, un conto corrente in rosso – cioè con saldo negativo – non può essere oggetto di pignoramento. In pratica, se il tuo saldo è negativo, non c’è nulla da prendere.
Ma la vera protezione riguarda gli stipendi e le pensioni. Anche se un creditore ottiene un provvedimento di pignoramento, non può portarsi via tutto. Il conto dove ricevi lo stipendio o l’assegno di pensione non è esente dal pignoramento, ma la legge limita fortemente quanto può essere prelevato. Può essere trattenuta solo una parte proporzionale del credito, in modo da garantirti un minimo vitale. Questo principio è previsto dall’articolo 2120 del Codice civile, che stabilisce un tetto massimo pignorabile.
Ad esempio, su uno stipendio mensile, può essere pignorata solo una quota che varia in base all’importo: più lo stipendio è basso, meno si può prendere. L’obiettivo è evitare che il debitore resti senza mezzi per vivere. Inoltre, alcuni tipi di reddito, come l’assegno sociale o le indennità per invalidità, godono di ulteriore tutela e sono spesso intoccabili.
È anche utile sapere che, dal 2011, esiste il cosiddetto “conto di base”, che può includere un’opzione di pignoramento limitato: in questo caso, è possibile accendere un “salvadanaio” separato dove versare parte dello stipendio senza che sia accessibile ai creditori.
In sintesi, nessun conto è del tutto fuori dalla portata dei creditori se ci sono debiti, ma la legge difende il diritto a un’esistenza dignitosa. Il pignoramento colpisce, ma non distrugge.
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