Dove il mondo sembrava finire
Nell’antichità, molte civiltà immaginavano i confini del mondo in base a ciò che conoscevano e a quello che temevano. Tra queste, i romani avevano una visione molto precisa: credevano che il mondo finisse in un luogo preciso, oltre il quale non esisteva che l’ignoto. Questo punto era noto come il “finis terrae”, il “fine della terra”.
Per loro, questo luogo si trovava all’estremità occidentale dell’impero conosciuto, dove il sole scompariva ogni sera nel mare. Una terra così remota da sembrare l’ultimo lembo del mondo abitabile. Oggi sappiamo che si trattava probabilmente delle coste dell’attuale Portogallo, come Cabo da Roca, spesso indicato come simbolo di quel confine immaginario.
Immaginare che il mondo finisse lì non era soltanto un errore geografico, ma anche un modo per dare un senso al limite dell’esperienza umana. Oltre quel punto, tutto era avvolto nel mistero: mare infinito, nuove culture, terre inesplorate. Il “finis terrae” rappresentava la fine del conosciuto, il punto oltre il quale cominciava l’avventura.
Col tempo, le navi romane e poi quelle medievali e rinascimentali superarono quei confini, dimostrando che il mondo era molto più vasto di quanto si pensasse. Ma quel senso di meraviglia, di stare sul ciglio del mondo, rimane ancora oggi quando si guarda l’oceano da una scogliera occidentale al tramonto.
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a reagire.