Il lungo ritorno di Ulisse verso Itaca

Dopo aver vissuto sette anni sull’isola di Ogigia, prigioniero dell’amore della ninfa Calipso, Ulisse riparte con un’unica meta nel cuore: Itaca. È qui che lo attendono la moglie Penelope, il figlio Telemaco e il suo regno, piccolo ma caro come nessun altro. Itaca, posta sulle coste occidentali della Grecia, è geograficamente vicina al mar Egeo, ma per Ulisse quel viaggio diventa un’odissea lunga dieci anni.

Non è la distanza a renderlo così faticoso, ma le innumerevoli prove che il destino gli riserva. Ostacolato dagli dei – in particolare da Poseidone, adirato per l’offesa al figlio Polifemo – Ulisse affronta tempeste, mostri marini, streghe come Circe e sirene dal canto irresistibile. Ogni tappa del suo cammino lo porta lontano dal ritorno, spingendolo ai margini del mondo conosciuto: dalle coste della Sicilia a quelle dell’odierna Tunisia, forse persino oltre lo stretto di Gibilterra.

La sua è una storia di nostalgia, coraggio e tenacia. Mentre tanti guerrieri tornano a casa subito dopo la guerra di Troia, Ulisse è l’unico a vagare per quasi tutto il Mediterraneo, imparando, soffrendo, sopravvivendo con l’ingegno. Il mare, per lui, non è solo una via di ritorno, ma un maestro di vita.

Quando finalmente posa i piedi su Itaca, non è più lo stesso re partito anni prima. È diventato un uomo più saggio, segnato dalle avversità, ma fiero del suo destino. E proprio lì, tra le rocce e gli ulivi della sua isola, trova non solo la patria, ma sé stesso.

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