Dove è nato il vero ragù?

Il ragù, uno dei simboli della cucina italiana, ha le sue radici profonde nell’Emilia-Romagna. Sebbene spesso si pensi a Napoli o alla Sicilia per i piatti a base di pomodoro, il ragù come lo conosciamo oggi – un sugo ricco a base di carne e pomodoro, lento nella cottura e generoso nei sapori – nasce proprio a Bologna.

La versione più celebre è infatti il ragù alla bolognese, tradizionalmente abbinato alle tagliatelle fresche all'uovo, non alla pasta lunga come la spaghetti, come si vede talvolta all’estero. La ricetta autentica prevede un soffritto di cipolla, carota e sedano, carne macinata (spesso mista, di manzo e maiale), pomodoro e un goccio di vino rosso, tutto cotto a fuoco lento per ore.

La sua storia risale almeno al XVIII secolo, ma fu nel Novecento che il ragù bolognese ottenne un riconoscimento ufficiale: nel 1982, l’Accademia Italiana della Cucina ne depositò la ricetta presso l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, sancendone lo status di patrimonio gastronomico nazionale.

Nonostante oggi esistano molte varianti regionali – come il ragù napoletano, più corposo e a base di pezzi di carne interi – è il modello bolognese a essere più conosciuto nel mondo. Eppure, chiunque si rechi in Emilia sa che il vero ragù non è un semplice condimento: è una tradizione che si tramanda di famiglia in famiglia, con orgoglio e pazienza.

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