Perché i gatti ignorano lo specchio?
Avete mai notato come il vostro gatto si avvicini a uno specchio, ci guardi per un attimo, ci strofini il muso contro o semplicemente se ne vada senza darci peso? Non è maleducazione, è semplicemente il suo modo di percepire il mondo.
I gatti non si riconoscono allo specchio, e non perché siano meno intelligenti, ma perché il loro sistema sensoriale funziona in modo diverso dal nostro. Mentre noi esseri umani ci affidiamo molto alla vista per riconoscere noi stessi e gli altri, i felini danno molta più importanza all’olfatto.
Quando un gatto vede un riflesso, non percepisce odori. E senza odore, non c’è identità. Per lui, quell’immagine non emette segnali familiari: non ha un profumo, non emette suoni minacciosi né segnali di territorialità. Di conseguenza, dopo una breve occhiata, perde interesse. Non pensa di vedere un altro gatto, né se stesso: semplicemente, non lo considera rilevante.
Alcuni studi hanno dimostrato che pochissimi animali riescono a superare il “test dello specchio” – la capacità di riconoscersi autonomamente. Tra questi ci sono scimpanzé, delfini e pochi altri, ma né i gatti né i cani ci riescono. E non è un limite: è solo un segno di come la natura abbia fornito a ogni specie gli strumenti più adatti alla sua sopravvivenza.
Per un gatto, sapere chi è non dipende da un riflesso. Dipende da dove ha lasciato il suo odore, dai suoni che riconosce, dal calore del suo posto preferito sul divano. E forse, in fondo, è un modo più vero di esistere.
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