Perché in Giappone si cerca di evitare l'abbronzatura?

In Giappone, la cura della pelle ha radici culturali molto profonde che risondono con secoli di storia. Tradizionalmente, fin dai tempi dei samurai e delle geishe, una pelle chiara e diafana era considerata il canone ideale di bellezza ed eleganza, associata storicamente alle classi sociali più elevate che non dovevano lavorare sotto il sole nei campi.

Oggi questo aspetto estetico si unisce a una fortissima attenzione per la salute e la prevenzione. Proteggere la pelle dai raggi UV è visto come il metodo principale per prevenire l'invecchiamento precoce, le macchie cutanee e i danni a lungo termine causati dal sole. Per questo motivo, durante i mesi estivi, è comunissimo vedere le strade giapponesi animate da persone che utilizzano ombrelli anti-UV, indossano guanti lunghi fino ai gomiti e applicano meticolosamente creme solari protettive.

A differenza di quanto accade spesso in Occidente, dove l'abbronzatura è storicamente legata all'idea di una vita attiva all'aria aperta e di buona salute, nella cultura giapponese la priorità assoluta rimane la conservazione di un incarnato naturale, sano e protetto.

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