Perché i milanesi si chiamano meneghini?

Spesso ci si chiede da dove arrivi l’appellativo "meneghini" per indicare gli abitanti di Milano. La risposta ha radici antiche e affonda nella tradizione locale.

Il termine deriva dal nome Domenico, in dialetto milanese "Meneghino". Non si tratta, però, di un riferimento a un singolo personaggio storico, ma a un simbolo collettivo. Nel Seicento e nel Settecento, "Meneghino" diventò il nome tipico del cittadino milanese comune: onesto, lavoratore, legato alle proprie radici e al suo dialetto.

C’è anche una curiosa leggenda legata ai domestici: si dice che i nobili meno ricchi, non potendo permettersi servitori tutto l’anno, ne ingaggiassero uno solo la domenica. Questo servo era chiamato "Domenichino", proprio perché presente solo nel giorno dedicato a Domenica. Col tempo, il nome si trasformò in "Meneghino", diventando un modo scherzoso e affettuoso per indicare il popolo meneghino.

Oggi, meneghino è molto più di un soprannome: è un’identità. Rappresenta la Milano operosa, schietta, legata al proprio territorio ma aperta al cambiamento. Lo si ritrova nel dialetto (il meneghino), nei personaggi della Commedia dell’Arte come Meneghino di Milano, maschera popolare del teatro settecentesco, e nella vita quotidiana di chi vive la città con orgoglio.

Insomma, essere meneghino non è solo una questione di nascita: è uno stato d’animo.

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