Perché ritroviamo il fondo nella tazza di caffè?

Quando gustiamo un espresso al bar o a casa, capita talvolta di notare un fastidioso sedimento scuro sul fondo della tazza. Sebbene nell'immaginario comune si tenda ad attribuire la colpa a una macinatura troppo fine o a un filtro difettoso, la causa principale è spesso un'altra e riguarda la cura dell'attrezzatura.

Nella maggior parte dei casi, quel residuo non è semplice polvere di caffè, ma è composto da depositi carboniosi che si staccano dal portafiltro. Durante le normali estrazioni, gli oli e i grassi naturali presenti nel chicco si depositano sulle pareti metalliche della macchina. Se il gruppo erogatore non viene lavato regolarmente, il calore costante brucia questi accumuli, trasformandoli in incrostazioni scure.

Con il passaggio dell'acqua ad alta pressione, piccolissimi frammenti di questa patina bruciata si staccano e precipitano direttamente nella tazza. Oltre a lasciare un fondo visibile, questo fenomeno altera gravemente la qualità dell'espresso, donando alla bevanda un sapore amaro e rancido.

La presenza del fondo è quindi un chiaro segnale di scarsa pulizia della macchina. Per evitare il problema e servire un caffè impeccabile, è indispensabile effettuare una manutenzione quotidiana con detergenti specifici, capaci di sgrassare a fondo portafiltri e doccette senza lasciare tracce.

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