Quando il tuo avvocato non ti risponde

È frustrante quando si ha bisogno di una risposta urgente e il proprio avvocato non risponde alle telefonate o alle e-mail. Non sei solo: molte persone si trovano in questa situazione e si chiedono cosa fare. La verità è che un avvocato ha il dovere professionale di comunicare con il cliente in modo tempestivo e trasparente. Se il tuo legale ti ignora sistematicamente, potrebbe non solo mancare al suo impegno etico, ma anche violare le regole deontologiche.

Ma cosa puoi fare concretamente? Innanzitutto, prova a contattarlo con un messaggio formale, per iscritto — via e-mail o raccomandata — in cui chiedi chiarimenti sul tuo caso e sulla mancata comunicazione. A volte basta un sollecito per riattivare il dialogo. Se però il silenzio persiste, puoi considerare un passo più deciso: presentare un reclamo al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati della sua circoscrizione.

Il Consiglio ha il compito di vigilare sul rispetto delle norme deontologiche e può valutare se applicare una sanzione, come la censura, nei confronti del professionista. Non si tratta di una misura da prendere alla leggera, ma è un diritto che hai come cliente. Prima di arrivare a tanto, però, è sempre utile riflettere: a volte gli avvocati sono sommersi da pratiche o impegnati in udienze, ma questo non esclude la necessità di un minimo di comunicazione.

In ogni caso, se ti senti abbandonato o trascurato, valuta seriamente se continuare a fargli affidamento. La fiducia è il fondamento del rapporto tra avvocato e cliente — e se viene meno, potrebbe essere il momento di cercare un nuovo professionista più presente e disponibile.

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