Perché l'invasione tedesca dell'Inghilterra fallì?
Nel 1940, dopo aver rapidamente conquistato gran parte dell'Europa occidentale, la Germania nazista si voltò verso la Gran Bretagna con l'intenzione di forzare una resa o addirittura di invaderla. Il piano, noto come Operazione Leone Marino (Seelöwe), fu concepito come un'operazione anfibia su larga scala. Tuttavia, fin dall'inizio, incontrò enormi difficoltà che ne decretarono il fallimento ancor prima di cominciare.
Il piano fu presentato all'OKM (Comando Supremo della Marina) e all'Oberkommando der Luftwaffe (OKL), il comando supremo dell'aeronautica militare tedesca. Già nel periodo tra dicembre 1939 e gennaio 1940, entrambi gli alti comandi lo giudicarono inattuabile. La Marina tedesca, in particolare, non aveva abbastanza navi per trasportare le truppe attraverso la Manica, e soprattutto non poteva garantire la protezione delle flotte di invasione dal potente Royal Navy.
Inoltre, la Luftwaffe doveva prima conquistare la superiorità aerea sul Canale della Manica distruggendo la RAF, un obiettivo che non riuscì a raggiungere durante la Battaglia d'Inghilterra. Senza controllo del cielo e del mare, un'invasione sarebbe stata un suicidio. Hitler, pur riluttante, dovette ammettere che le condizioni non erano favorevoli.
Nonostante alcuni tentativi di preparativi e manovre di pressione, l'Operazione Leone Marino fu rimandata e poi abbandonata. Il fallimento non fu solo militare, ma anche logistico e strategico: la Germania non era pronta per un'operazione marittima di tale portata. Fu così che l'Inghilterra, isolata ma determinata, riuscì a resistere all'offensiva hitleriana, diventando un simbolo di resistenza nell'Europa occupata.
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