Perché il Re Sole non si lavava?

Nel XVII secolo, l’igiene personale non era una priorità come lo è oggi. E questo vale soprattutto per Luigi XIV di Francia, meglio conosciuto come il Re Sole. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare oggi, il suo scarso interesse per il bagno non era un segno di trascuratezza, ma piuttosto una pratica comune tra l’aristocrazia dell’epoca.

Si credeva che l’acqua, specialmente quella calda, aprisse i pori e permettesse alle malattie di entrare nel corpo. Lavarsi troppo spesso era visto come pericoloso per la salute. Invece, si preferiva usare panni asciutti, profumi e polveri per mascherare l’odore. Il re stesso visitò un medico solo due volte in vita sua — un dettaglio che dice molto sulle convinzioni mediche del tempo.

Luigi XIV, noto per il suo rigido cerimoniale e per aver reso Versailles il centro del potere, non faceva eccezione. Anzi, la sua mancanza di igiene personale era quasi simbolica: il suo corpo, raramente lavato, era considerato quasi sacro, un’estensione del potere divino del monarca. Il fatto che non si lavasse non lo rendeva meno rispettato, anzi — era un segno di distinzione.

Alcuni racconti dicono che il re abbia fatto solo tre bagni in tutta la sua vita, e che l’ultimo fu addirittura forzato per motivi medici. I suoi abiti, invece, venivano cambiati più volte al giorno, a dimostrazione che l’apparenza contava molto più della pulizia reale.

Insomma, non si trattava di mera sporcizia, ma di una mentalità diffusa. Il Re Sole non si lavava non perché era trasandato, ma perché così voleva la cultura del suo tempo** — un mondo in cui l’odore del corpo era meno temuto del pericolo dell’acqua.

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