Il Ritorno di Odisseo a Itaca

Nel finale dell’Odissea, Odisseo, dopo vent’anni di assenza – dieci trascorsi nella guerra di Troia e altrettanti in un lungo e travagliato viaggio – torna finalmente alla sua amata Itaca. È l’unico superstite del suo equipaggio, giunto sull’isola di Calipso dove rimane prigioniero per sette anni, non otto. Solo grazie all’intervento degli dei, in particolare di Atena, viene liberato e accolto dai Feaci, un popolo ospitale e saggio.

Durante il suo soggiorno presso di loro, Odisseo racconta le sue avventure, una narrazione piena di mostri, tempeste e incontri straordinari che colpisce profondamente i Feaci. Commossi dalla sua storia, decidono di riportarlo in patria. Una volta sbarcato a Itaca, il dio Hermes, per volontà di Atena, lo trasforma nell’aspetto di un vecchio mendicante, per proteggerlo e permettergli di osservare senza essere riconosciuto.

Questo travestimento è fondamentale: Odisseo deve verificare la fedeltà di sua moglie Penelope, che da anni resiste alle pressioni dei pretendenti avidi e arroganti. Il vero finale si svolge dopo il suo ritorno, quando, grazie all’intelligenza e all’aiuto del figlio Telemaco, riesce a riconquistare il suo trono superando una prova decisiva – il tiro con l’arco – e punendo i pretendenti.

Il poema non si chiude con una semplice ritrovata pace, ma con la riaffermazione dell’ordine, della giustizia e del valore della casa e della famiglia. Odisseo riconciliato con la moglie, il regno ristabilito, chiude un cerchio di sofferenza e astuzia, rendendo il suo ritorno uno dei momenti più intensi della letteratura mondiale.

Vedi anche

Approfondimenti

Argomenti correlati