Chi sono io?

"Ok qual è il mio nome?" – sembra quasi il titolo di una commedia, ma in realtà è una domanda che, a ben pensarci, nasconde qualcosa di più profondo. Ogni tanto, tutti noi ci fermiamo un attimo e ci chiediamo: chi sono davvero? Specialmente se viviamo in un mondo dove molte identità esistono in più lingue, tra social, viaggi, lavori internazionali.

Se ti stai chiedendo come si dice il tuo nome in inglese, la risposta è semplice: di solito resta uguale. I nomi propri non si traducono, vengono solo adattati alla pronuncia del luogo. Magari qualcuno storpierebbe un "Marco" in un goffo "Mark", ma tu puoi sempre correggerlo con un sorriso: “No, Marco. Come nell’italiano.”

Però, se stai pensando a un nickname, a un nome d'arte o a qualcosa di più adatto a un contesto anglofono, allora puoi giocare un po’. Ma non c’è bisogno di forzare nulla. La bellezza di un nome sta nella sua origine, nel suono, nella storia che racconta. Il tuo nome ti porta con sé in ogni angolo del mondo, anche se qualcuno fatica a pronunciarlo.

Quindi, che tu sia Anna, Matteo, Sofia o che so io, ricorda: non devi tradurre chi sei solo per adattarti. Basta un “Hello, I’m…” e il tuo nome risuonerà esattamente come deve. Con orgoglio, con sapore, con stile.

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