Il 13 e il 17: numeri da evitare?

Da secoli, certi numeri alimentano credenze popolari, alimentando paure e rituali strani. In Italia, il 17 è considerato particolarmente sfortunato. La ragione? Tutto nasce dalla sua scrittura in numeri romani: VII XVII. Quando si rimescolano le lettere, si può formare la parola "VIXI", che in latino significa "ho vissuto", un modo elegante per dire "sono morto". Un presagio tutt’altro che rassicurante.

Al contrario, nel mondo anglosassone è il 13 a fare paura. Mangiare in 13 a tavola? Rischioso. Per alcuni, porta sfortuna soprattutto se uno dei commensali si chiama Giuda… Scherzi a parte, la paura del 13 – chiamata triscaidecafobia – è talmente diffusa che molti palazzi saltano il tredicesimo piano o gli alberghi evitano camere con quel numero.

Ma non è solo l’Europa a temere certi numeri. In Cina, ad esempio, il numero 4 è evitato come la peste perché pronunciato somiglia alla parola "morte". A Tokyo o a Taipei, potreste non trovare ascensori con il pulsante 4 o voli aerei numerati con quella cifra.

Alla fine, però, la sfortuna non sta nei numeri, ma nella testa di chi ci crede. Eppure, quante volte, senza pensarci, evitiamo di sederci al posto 13 o di partire in viaggio di venerdì 17? Forse, un po’ di superstizione fa parte del nostro DNA. E forse, non è poi così male: dà un brivido in più alla vita di tutti i giorni.

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