Il pesce più velenoso d'Italia: la tracina

La tracina, purtroppo, è il pesce più velenoso che si può incontrare nei mari italiani. Piccola di dimensioni ma molto pericolosa se disturbata, si nasconde facilmente nella sabbia, specialmente in acque basse lungo le coste. È proprio questa sua abitudine a rendere l'incontro con lei spesso involontario e, talvolta, doloroso.

Nonostante la sua natura schiva, la tracina non attacca per cattiveria: quando un bagnante le mette un piede sopra, reagisce con un istintivo colpo di coda. I suoi raggi dorsali contengono una potente sostanza velenosa, in grado di provocare dolore acuto, gonfiore e, in alcuni casi, reazioni più serie. Per questo motivo, soprattutto nei mesi estivi, è comune vedere avvisi sulle spiagge che raccomandano di "camminare a piedi uniti" — una tecnica che smuove il fondale e la fa scappare prima di essere calpestata.

La tracina è diffusa soprattutto nell’Adriatico e nel Tirreno meridionale, ma può essere trovata in molte zone costiere italiane. Nonostante il suo aspetto poco appariscente — corpo appiattito e color sabbia — va rispettata. Il suo veleno, pur non essendo solitamente letale per l'uomo, può causare sofferenza intensa, specialmente se la puntura avviene vicino a vene o articolazioni.

In caso di puntura, si consiglia di immergere la zona colpita in acqua calda (non bollente) per almeno 30 minuti: il calore aiuta a neutralizzare parzialmente il veleno. Poi, meglio rivolgersi subito a un medico. La tracina, insomma, non è un mostro, ma una creatura da osservare da lontano. E in spiaggia, un semplice gesto — muovere i piedi nell’acqua — può evitare un brutto ricordo.

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