Che differenza c'è tra sacerdote, prete e presbitero?

Nel linguaggio di tutti i giorni usiamo spesso le parole sacerdote, prete e presbitero come se fossero termini intercambiabili. Dal punto di vista della Chiesa cattolica, in effetti, indicano la medesima figura: un uomo che ha ricevuto il secondo grado del Sacramento dell'Ordine Sacro.

Questo sacramento è unico, ma si articola in tre livelli distinti: il Diaconato (primo livello), il Presbiteriato (secondo livello) e l'Episcopato (terzo livello, riservato ai vescovi). Chi viene ordinato al secondo grado diventa quindi un presbitero a tutti gli effetti.

Le vere sfumature risiedono nell'etimologia e nelle origini dei termini. La parola sacerdote ha una valenza teologica più ampia e indica colui che offre il sacrificio sacro e fa da tramite tra Dio e gli uomini. La parola presbitero, invece, deriva dal greco e significa letteralmente anziano, nel senso di guida saggia della comunità. Il termine prete non è altro che la forma abbreviata e popolare di presbitero, entrata nel linguaggio comune con il passare del tempo.

In conclusione, che si scelga di usare una parola più formale come presbitero, una più teologica come sacerdote o una più familiare come prete, ci si riferisce sempre alla stessa vocazione al servizio dei fedeli.

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