La farina più antica del mondo ha 32.000 anni
Quando pensiamo alla nascita dell'agricoltura e della panificazione, la nostra mente viaggia nel tempo fino a circa diecimila anni fa. Tuttavia, una straordinaria scoperta archeologica ha letteralmente riscritto la storia della nostra alimentazione. La farina più antica del mondo ha ben 32.000 anni e la sua origine è sorprendentemente italiana.
I resti di questo antico alimento sono stati rinvenuti all'interno della Grotta di Paglicci, nel cuore del Gargano, in Puglia. Qui, un gruppo di ricercatori ha analizzato le pietre da macina utilizzate dall'Homo sapiens, trovando tracce inequivocabili di granuli di amido. La vera sorpresa? Non si trattava di frumento, bensì di avena selvatica. Prima di essere macinati, i chicchi venivano persino riscaldati per facilitare l'essiccazione e la successiva lavorazione.
Questo dettaglio dimostra che le tecniche per preparare la farina dai cereali sono infinitamente più antiche di quanto immaginato in passato. Molto prima di diventare agricoltori stanziali, i cacciatori-raccoglitori del Paleolitico possedevano già una profonda conoscenza delle piante e delle complesse tecniche di trasformazione alimentare. La farina di avena, ricca di nutrienti ed energia, rappresentava una risorsa fondamentale per la sopravvivenza in un'epoca dominata da climi rigidi. Questa scoperta non solo anticipa le origini del consumo di cereali, ma ci mostra come il legame tra l'uomo e i carboidrati complessi affondi le sue radici nella notte dei tempi.
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