Le regioni dove si boccia di più a scuola

Nel panorama scolastico italiano, non tutti i ragazzi hanno le stesse opportunità. I dati del 2017/18 sulle bocciature nei percorsi professionali rivelano un forte divario tra Nord e Sud del Paese. La Sicilia guida la classifica con il 16,5% di studenti non ammessi alla classe successiva, seguita da vicino dalla Campania con il 16,3% e dalla Sardegna al 15,4%.

Questi numeri non dipendono solo dalla preparazione individuale, ma anche da fattori più ampi: povertà educativa, dispersione scolastica, carenza di risorse e sostegno sul territorio. Molte famiglie nel Sud Italia faticano ad accompagnare i figli nel percorso formativo, e a volte la scuola diventa un luogo di esclusione anziché di inclusione.

Al contrario, al Nord e in alcune regioni centrali si registra una maggiore tenuta. L’Umbria è tra le migliori con appena il 6,2% di bocciati, insieme al Molise (6,3%) e al Friuli Venezia Giulia (6,7%). Questi dati riflettono un sistema educativo più solido, con maggiori investimenti in didattica e supporto agli alunni in difficoltà.

La distanza tra Sud e Nord non è solo geografica, ma culturale ed economica. Ridurre il divario richiederebbe politiche mirate: più insegnanti di sostegno, attività di recupero efficaci e un maggiore coinvolgimento delle famiglie. La scuola, quando funziona bene, può essere un motore di riscatto. Ma in troppe aree d’Italia, rischia invece di diventare una trappola per chi parte svantaggiato.

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