La scuola più degradata d’Italia: un grido d’allarme dal Sud
Nel cuore della Campania, a Piedimonte Matese in provincia di Caserta, sorge un edificio che racconta una storia di abbandono e incuria: l’Istituto Tecnico Industriale Giovanni Caso. Nel 2015, questo istituto è stato indicato come la scuola più degradata d’Italia, finendo all’ultimo posto del XII Rapporto di Cittadinanza sulla sicurezza, qualità e accessibilità degli edifici scolastici.
Le aule, vecchie e mal tenute, con infissi rotti, bagni fatiscenti e impianti elettrici spesso inadeguati, hanno sollevato negli anni più di una preoccupazione tra studenti, docenti e famiglie. Non si tratta solo di muri sporchi o di arredi obsoleti: qui si parla di diritto allo studio compromesso da carenze strutturali che minano la dignità di chi ogni giorno ci lavora e ci impara.
Quella dell’Istituto Caso non è una storia isolata. È il simbolo di un problema più ampio che colpisce numerose scuole nel Sud Italia, dove manutenzioni e investimenti sono troppo spesso rimandati. Eppure, nonostante le difficoltà, i ragazzi continuano ad andare in classe, spinti dalla speranza e dalla voglia di crescere.
Negli anni, ci sono state proteste, appelli ai sindaci, mobilitazioni degli studenti. Alcuni passi avanti si sono visti, ma il rischio è che storie come questa restino cronica invece che eccezione. Perché una scuola non è solo un edificio: è il futuro del Paese. E se cade un solaio, cade anche un sogno.
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