Il tetto del contante in Italia: fino a quanto si può pagare in cash?
Da qualche anno, in Italia si parla sempre più spesso del tetto al contante, una misura pensata per contrastare l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro. Oggi, la soglia massima entro la quale è possibile utilizzare il denaro contante per acquisti o pagamenti è fissata a 1.000 euro.
Questa soglia è frutto di un graduale restringimento nel tempo. Fino al 2016, si poteva pagare fino a 2.500 euro in contanti, ma da allora la legge ha cominciato a stringere la maglia. Nel 2020, il limite è stato abbassato a 2.000 euro, e dal 1° gennaio 2023 si è ulteriormente ridotto a 1.000 euro per qualsiasi operazione tra privati, professionisti o imprese.
Superare questo tetto comporta sanzioni piuttosto severe: chi paga o riceve somme superiori ai 1.000 euro in contanti rischia una multa che va dal 1% al 40% della somma eccedente. E non basta: anche chi non rispetta la norma rischia di vedersi sequestrare il denaro in eccesso.
Il governo giustifica questa stretta con l’obiettivo di favorire pagamenti tracciabili e combattere l’economia sommersa. Tuttavia, molte persone ancora si pongono domande: soprattutto tra i cittadini comuni, c’è chi si chiede se questa regola sia davvero efficace o se penalizzi soltanto chi preferisce ancora tenere un po’ di liquidità a portata di mano.
Per ora, il limite resta a 1.000 euro. Ma con i pagamenti digitali sempre più diffusi, potrebbe essere solo l’inizio di una progressiva scomparsa del contante. Intanto, in ogni transazione oltre questa cifra, meglio scegliere bonifico, assegno o carta di credito.
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