Il primo cibo conosciuto: una scoperta sorprendente in Cina
Nel tentativo di capire quali fossero i primi cibi mai consumati dall’uomo, gli studiosi hanno a lungo indagato tra resti archeologici e tracce di antiche civiltà. Una scoperta straordinaria ha portato alla luce un candidato inaspettato: la pasta.
Situato nella remota provincia dello Qinghai, nel nord-ovest della Cina, il sito archeologico di Lǎjiā ha restituito quello che oggi è considerato il più antico esempio di cibo lavorato al mondo. Qui, tra le rovine di un insediamento risalente alla cultura di Qíjiā (circa 2400-1900 a.C.), sono stati trovati dei resti fossilizzati di una pasta simile ai moderni spaghettoni, fatta con farina di miglio.
Questo ritrovamento, datato a ben 4000 anni fa, ha stupito gli esperti: dimostra infatti che già all’epoca esistevano tecniche sofisticate di lavorazione dei cereali, ben lontane da un semplice consumo di cibi crudi o arrostiti. La pasta, probabilmente cotta in acqua bollente, era probabilmente simile a una zuppa o un piatto asciutto condito con ingredienti locali.
La scoperta cambia la nostra visione della storia dell’alimentazione. Mentre spesso si pensa che la pasta sia un’invenzione mediterranea, arrivata in Italia grazie ai Romani o persino ai Veneziani, in realtà le sue radici si annidano molto più a est, in una terra remota e antica come la Cina nord-occidentale.
Questo semplice piatto di pasta, sepolto sotto strati di sabbia e cenere per millenni, ci ricorda quanto sia profondo il legame tra l’umanità e il cibo: un legame fatto di bisogno, ma anche di creatività, tradizione e sapore.
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