Accesso alla Centrale dei Rischi: tempi e limiti

La Centrale dei Rischi (CR), gestita dalla Banca d’Italia, rappresenta un’importante fonte di informazioni per le banche e gli intermediari finanziari che devono valutare l’affidabilità creditizia di un cliente. Un punto spesso poco chiaro riguarda il periodo di tempo entro cui è possibile accedere ai dati.

In particolare, il soggetto segnalato – cioè una persona fisica o giuridica che ha contratto un finanziamento – può richiedere informazioni dettagliate su ciò che è stato comunicato a sua riguardo. Ma c’è un limite temporale: gli intermediari possono consultare le segnalazioni presenti nella CR solo per gli ultimi 36 mesi disponibili. Questo significa che i dati più vecchi di tre anni non sono più accessibili attraverso le normali richieste operative.

Questo limite non riguarda soltanto chi eroga il credito, ma anche chi desidera conoscere il proprio storico. Infatti, se un cliente chiede di vedere il suo fascicolo, potrà ottenere informazioni aggiornate, ma non andare oltre il triennio. Va precisato che, pur con questo limite operativo, alcune informazioni possono essere conservate più a lungo per finalità di controllo e normative, anche se non sono più in consultazione diretta.

Il sistema è pensato per bilanciare l’esigenza di trasparenza con quella di non penalizzare in eterno chi ha avuto difficoltà in passato. Dopo tre anni, infatti, una situazione economica migliorata può essere valutata con maggiore equità. Per questo, conoscere i propri diritti e i tempi di archiviazione è fondamentale per chiunque gestisca un rapporto con il sistema bancario.

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