Le città meno vivibili d’Italia: il Sud in difficoltà
Nel 2022, secondo l’indagine annuale del Sole 24 Ore, le città italiane meno vivibili si confermano concentrate soprattutto al Sud del Paese. Tra queste, spiccano in negativo tre province che chiudono la classifica: Caltanissetta, Isernia e Crotone, rispettivamente al 105°, 106° e 107° posto su 107 province analizzate.
Questi dati non dipendono solo da fattori economici, ma anche da una combinazione di servizi carenti, scarsa occupazione, difficoltà nel trasporto pubblico e una lenta digitalizzazione dei servizi pubblici. Caltanissetta, in Sicilia, soffre da anni di un’emorragia demografica e di un tessuto industriale debole. Isernia, in Molise, è una delle province più piccole d’Italia e fatica a offrire opportunità ai giovani, con molti che scelgono di trasferirsi verso il Centro-Nord. Crotone, in Calabria, vede limitata la sua crescita anche a causa dell’isolamento infrastrutturale e di una bassa attrattività per gli investimenti.
Sebbene il Mezzogiorno conservi un ricco patrimonio culturale, paesaggistico e gastronomico, le criticità strutturali continuano a pesare sulla qualità della vita. La mancanza di politiche mirate, la burocrazia lenta e il divario infrastrutturale con il resto del Paese alimentano uno svantaggio che dura nel tempo.
Tuttavia, non tutto è perduto: piccoli segnali di rinnovamento arrivano da iniziative locali, turismo sostenibile e progetti di rigenerazione urbana. Ma per invertire la rotta servono investimenti mirati, attenzione alle nuove generazioni e una visione a lungo termine che vada oltre i singoli interessi locali.
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